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PROGRAMMA DI COALIZIONE 

CENTRODESTRA ELEZIONI MARCHE 2020

FRANCESCO ACQUAROLI PRESIDENTE 


Elezioni Regionali Marche 2020 

Programma di governo Regione Marche

2020-2025 

RICOSTRUIAMO LE MARCHE

10 impegni strategici e 10 priorità operative

del nuovo sviluppo per le Marche del XXI Secolo:

forti, sicure, innovative, attrattive, solidali e inclusive 

#unastorianuova 


I cittadini, le famiglie e le imprese delle Marche sono chiamati ad affrontare le sfide di un cambiamento esponenziale del XXI Secolo e di una crisi di trasformazione senza precedenti in tutti i settori, dal lavoro all’economia, dal sociale all’ambiente.

La profondità di tali sfide è stata accelerata dalla recente crisi pandemica, ancora in corso, che rafforza ulteriormente la necessità di ripensare i modelli economici, sociali e istituzionali preesistenti, con una nuova visione strategica, orientata alla crescita e al benessere di medio-lungo periodo, anche sulla base degli obiettivi dell’Agenda 2030 di sviluppo sostenibile dell’Unione Europea. 

Le Marche sono dentro questo processo, ma scontano una profondità della crisi superiore a quelle delle altre comunità: da regione modello facente parte del gruppo di regioni del Centro Nord trainanti lo sviluppo del Paese, negli ultimi anni sono inesorabilmente scivolate verso il gruppo di regioni in declino dell’Italia, divenendo paragonabile a quelle del Centro-Sud. 

Tutte le ricerche ed i principali indicatori - dal Pil al lavoro all’export – confermano questo inesorabile declino e scivolamento economico-sociale, che produce effetti nefasti sia sul benessere e sulla qualità della vita di cittadini e famiglie, sia sulla competitività e capacità di produzione di lavoro, reddito e marchigiane. 

Un esempio è rappresentato dal fenomeno inedito dell’emigrazione non solo delle aree interne: da regione attrattiva le Marche sono diventate un territorio da cui fuggire, soprattutto per i giovani. Recenti ricerche indicano che senza un’inversione di rotta le Marche sono destinate a perdere decine di migliaia di giovani nei prossimi anni. 

Tale processo di declino delle Marche non è frutto del caso: è stato causato dal fallimento della sinistra, certificato dalla scelta di cambiare il Presidente uscente, impresentabile per gli errori di governo compiuti con la sua maggioranza e classe dirigente. Il nuovo candidato della sinistra, per il suo ruolo istituzionale, è stato corresponsabile di tali fallimenti. 

I fallimenti di governo della sinistra sono avvenuti in aree e settori strategici per lo sviluppo della Comunità marchigiana: solo per fare alcuni esempi, incapacità di governare attraverso una progettualità di lungo periodo; depauperamento dei servizi socio-sanitari; isolamento infrastrutturale e abbandono delle aree interne; fallimento della ricostruzione; abbandono di imprese e lavoratori, lasciati soli di fronte alla crisi economica, anche nella fase della pandemia in cui la Regione si è mossa in modo tardivo e inefficace sul piano concreto. 

Il fallimento di Banca Marche, avvenuto nel 2015, ha impoverito il tessuto economico a cui è mancato il credito necessario per gli investimenti e lo sviluppo. Il terremoto che ha colpito principalmente il Sud delle Marche nel 2016 ha, invece, creato una ferita insanabile non solo per gli eventi funesti, ma anche per l’incapacità di ricostruire velocemente ciò che era crollato, facendo perdere ogni riferimento alla propria casa ed alla propria comunità. 

Infine la pandemia legata al Covid-19 ha messo a nudo le fragilità del nostro sistema sanitario in cui alla professionalità dei medici non è corrisposta una adeguata organizzazione territoriale dei servizi, provocando mobilità passiva, lunghe liste di attesa e disservizi. Davanti a questo declino, la politica regionale guidata dalla sinistra è rimasta in silenzio e non ha avuto in questi ultimi anni la competenza di offrire una visione in grado di guardare al futuro. In questi anni davanti alla chiusura di molte imprese, alla crescita della disoccupazione, all'aumento dell'emigrazione dei giovani costretti a scappare altrove per trovare opportunità, il governo regionale è rimasto immobile. 

Non possiamo più permetterci di perdere tempo. Oggi, davanti ad un periodo di cambiamenti profondi, non possiamo più rimanere immobili, mentre il mondo attorno a noi continua a trasformarsi. Non possiamo guardare al futuro continuando a ricordare chi eravamo: l’unica scelta che possiamo compiere sta nel decidere chi vogliamo essere. 

Dopo anni di declino, di inerzia e di incertezza, le Marche devono tornare a rivestire un ruolo da protagonista, recuperando una centralità in Italia e nella macroregione Adriatico-Ionica. Occorre ricostruire un modello di sviluppo economico che sappia da un lato sostenere il tessuto artigianale legato alla tradizione e dall’altro sostenere lo sviluppo delle aziende con paradigmi legati alla digitalizzazione. È quanto mai primario definire un piano infrastrutturale straordinario che faccia uscire le Marche dall'isolamento. Facciamo riferimento alla sanità territoriale che deve tornare ad interpretare le nuove esigenze di assistenza socio-sanitaria. Non secondaria è la formazione dei giovani a cui va garantita la speranza per un futuro migliore. Rispetto ad altre regioni abbiamo la fortuna di possedere un patrimonio culturale, storico,

artistico, musicale davvero unico che può essere raccontato e valorizzato attraverso adeguati canali. A questi bisogni e a queste sfide vogliamo dare risposte concrete, ripartendo dalla nostra identità. 

Faremo ciò che occorre con coraggio, con visione, ma soprattutto con cuore. 

Per queste motivazioni è indispensabile cambiare e scrivere una storia nuova per costruire le Marche del XXI Secolo. 

È indispensabile un nuovo percorso di sviluppo per rendere le Marche forti, sicure, innovative, attrattive, solidali e inclusive, affinchè nessuno resti solo ad  affrontare la crisi in corso e le sfide impegnative del futuro, a partire dal lavoro e dalla transizione digitale e ambientale. 

È necessario ricostruire la Comunità marchigiana, non solo sul piano fisico, ma anche su quello immateriale, attraverso una nuova visione progettuale, nuove energie e competenze, una nuova classe dirigente capace di dare nuova fiducia e speranza nel futuro. 

È prioritario migliorare il benessere di cittadini e famiglie e la competitività delle imprese marchigiane, attraverso la razionalizzazione e l’efficienza della spesa pubblica, la lotta agli sprechi, gli investimenti innovativi in tutti i settori, a partire dall’economia e dalla sanità. È fondamentale rilanciare il lavoro, gli investimenti, la produzione del reddito e rafforzare la capacità del sistema socio-sanitario di garantire a tutti la parità di diritti alla salute, in tutti i territori, con la prevenzione, la riduzione e gestione dei rischi, anche di fronte alle sfide della pandemia. 

QUESTO NOSTRO GRANDE PROGETTO DI CAMBIAMENTO E RICOSTRUZIONE DELLE MARCHE SI BASA SU 10 IMPEGNI STRATEGICI E SU UN PIANO DI AZIONE DI 10 PRIORITÀ SETTORIALI OPERATIVE, PER OFFRIRE AI MARCHIGIANI SIA UNA VISIONE PROGETTUALE DI MEDIO-LUNGO PERIODO, SIA RISPOSTE CONCRETE ALLE LORO ESIGENZE QUOTIDIANE. 

Con la Comunità delle Marche prendiamo i seguenti DIECI IMPEGNI STRATEGICI del nostro progetto di nuovo sviluppo regionale. 

·         Costruire il futuro delle Marche con una visione e un nuovo progetto di sviluppo solidale e condiviso orientato al buon governo con un orizzonte di medio lungo-periodo, ispirato ai principi dell’Agenda 2030 dell’Unione Europea. Serve un piano Strategico di rilancio della Regione che sappia coordinare e guidare i diversi fattori siano essi sociali, economici, ambientali, infrastrutturali e ciò al fine di portare la nostra Comunità verso un benessere materiale e immateriale diffuso e inclusivo.

·         Sviluppare un nuovo protagonismo della Regione a livello nazionale, europeo ed internazionale, per dialogare e far valere i propri diritti ad ogni livello istituzionale superiore (ad esempio nelle trattative per il riconoscimento dei fondi del Recovery Fund e di ogni settore strategico, a partire da sanità, economia e infrastrutture) per disporre delle risorse indispensabili per alimentare i progetti di crescita regionale.

·         Puntare su collaborazione e condivisione progettuale con ogni territorio e soggetto vitale della Comunità marchigiana: istituzioni, università, camera di commercio, categorie economiche e sociali, associazioni e altri, valorizzando ogni risorsa diffusa regionale.

·         Spoliticizzare l’attività amministrativa regionale in ogni settore, puntando su merito e competenze, e non sulle appartenenze di partito.

·         Sviluppare il modello di Regione autorevole capace di svolgere un ruolo di indirizzo, coordinamento e programmazione, spogliandosi delle funzioni gestionali a favore di tutti i soggetti vitali regionali, garantendo una programmazione integrata e coordinata tra risorse pubbliche regionali, nazionali ed europee.

·         Garantire sicurezza a cittadini, famiglie e imprese, perché nessuno deve restare solo ad affrontare la crisi e le sfide del futuro.

·         Rafforzare il policentrismo regionale ed il riequilibrio territoriale, alimentando la fiducia e la speranza di ogni Comunità locale marchigiana, offrendo uguali livelli di investimenti, servizi e opportunità di crescita e sviluppo a tutti i territori, dalla costa all’entroterra, dal Sud al Nord delle Marche.

·         Garantire servizi regionali efficaci, efficienti e semplici in ogni settore, per una Regione realmente amica e vicina a cittadini, famiglie e imprese, a partire dalla sanità, anche per prepararsi ad affrontare un eventuale ritorno della crisi pandemica.

·         Garantire una ricostruzione veloce ed efficace, per evitare l’abbandono dell’Entroterra e di altre aree regionali, contrastando lo spopolamento e la fuga in corso dalle Marche, rendendola una regione realmente attrattiva e accogliente su scala nazionale e internazionale.

·         Puntare su lavoro, sanità, imprenditorialità, innovazione, transizione digitale e ambientale, infrastrutture, competitività e apertura internazionale delle Marche sfruttando efficacemente anche le opportunità finanziarie europee della nuova programmazione UE 2021-2027 e del Recovery Fund. 

Per affrontare tali sfide è necessario un impegno straordinario e condiviso da parte di tutte le energie vitali della Comunità marchigiana: le vogliamo coinvolgere con una partecipazione dal basso e diffusa di tutti i territori regionali, per ridare speranza e fiducia nel futuro. Perché il nostro progetto di ricostruzione delle Marche valorizza, senza ideologie e logiche di partito, i valori, l’identità ed i caratteri distintivi della gente delle Marche: laboriosità e intraprendenza, solidarietà e inclusione, partecipazione e civismo territoriale. 

Il nostro progetto di ricostruzione delle Marche si basa su di un PIANO DI

AZIONE DI 10 PRIORITÀ OPERATIVE, in aree e settori vitali per il nuovo

sviluppo della Comunità marchigiana: 

   

  • SANITÀ E SOCIALE DI QUALITÀ PER TUTTI: NESSUNO RESTI SOLO.

“In questi anni la sanità regionale ha subito tagli e troppi cittadini marchigiani   si sono sentiti abbandonati. Occorre far recuperare qualità, diffusione territoriale e competitività al nostro sistema sanitario per riconquistare la fiducia dei cittadini, garantendo parità di servizi e diritti alla salute in tutti i territori delle Marche”. 

-Spoliticizzazione della scelte sanitarie ad ogni livello, priorità alla meritocrazia ealle competenze, centralità alle professionalità.

-Potenziare i servizi socio-sanitari per soddisfare i reali bisogni della popolazione, investendo nel personale medico e delle diverse professioni sanitarie promuovendo a ogni livello la formazione continua. Creazione del Modello Marche: accreditamento mediante formazione continua e certificata per tutti gli operatori sanitari, curata da centri di riferimento regionali per formazione e aggiornamento. Investire inoltre in innovazione e tecnologie sanitarie: la regione Marche ha i professionisti che possono garantire il meglio in termini di qualità assistenziale, ma proprio per questo c’è assoluta necessità di investimento in innovazione e tecnologia degli strumenti sanitari, inducendo inoltre valorizzazione, sostegno e dignità a professionisti e professioni sanitarie.

-Risparmiare e razionalizzare le strutture burocratiche che non generano servizi alle persone e ai pazienti al fine di riaprire punti di primo soccorso e riattivare servizi salute come il modello Veneto e Umbria.

-Tutelare il diritto alla salute puntando sull’unità del benessere fisico psichico e sociale della persona: l’impostazione delle cure deve porre al centro il cittadino, considerato nella sua entità come persona.

-Nuovo Piano Regionale Socio-Sanitario 2021-2023, basato su principi di integrazione tra sanità e sociale; assistenza ospedaliera e territoriale; ospedali di alta specializzazione e strutture minori diffuse su tutto il territorio; abbattimento liste di attesa; drastica riduzione di mobilità passiva; integrazione tra servizi pubblici e privati; lotta agli sprechi; risorse regionali, nazionali (Fondo sanitario) ed europee (Recovery Fund).

-Modifica dell’ASUR prevedendo la valorizzazione e il potenziamento delle Aree Vaste.

-Revisione del modello organizzativo ASUR con la contestuale attivazione di meccanismi di coordinamento, programmazione e controllo per la tutela dell’equilibrio economico-finanziario e per lo sviluppo di servizi e livelli essenziali di assistenza (LEA) uniformi in tutti i territori delle Marche.

-L’Azienda Sanitaria Unica Regionale (ASUR) diventerà una tecnostruttura acui verranno assegnati compiti specifici da svolgere sull’intera regione (acquisti, sistemi informatici, rapporto privati, controllo prestazioni).

-Riconversione dell’Agenzia Sanitaria Regionale (ARS).

-Piano straordinario di prevenzione anti Covid-19, basato sul rafforzamento dell’assistenza della medicina del territorio integrata con quella ospedaliera, per garantire tracciamenti, terapie e trattamenti immediati.

-Maggiore equilibrio della rete ospedaliera, evitando concentrazioni e con una diffusione nel territorio, per soddisfare il bisogno di salute di tutti i cittadini in tutte le comunità in modo paritario, anche in termini di spesa pro-capite.

-Organizzare per livelli e sedi adeguate alle necessità della cittadinanza.

-Investimenti in salute per livelli di cure, per le varie figure professionali e le necessità della popolazione.

-Sviluppo e implementazione rete oncologica.

-Assicurare idonea rete assistenziale per la gravidanza in totale integrazione territorio e ospedale per territorio e densità di popolazione, livelli di cura, fattori di rischio e desideri della gestante.

-Potenziamento delle funzioni di analisi dei dati socio-sanitari funzionali alle decisioni relative ai servizi e alle strutture ospedaliere (analisi costi-benefici).

-Rafforzamento della spending-review basata sui costi standard in un quadro di tutela e garanzia dei livelli essenziali di assistenza (LEA).

-Piano straordinario di abbattimento delle liste d'attesa per gli interventi sanitari.

-Piano straordinario per ridurre mobilità passiva e tempi di accesso ai pronti soccorso.

-Piano di rafforzamento dell'assistenza domiciliare e territoriale, della medicina del territorio e della rete integrata dei medici di base.

-Potenziamento della rete dell’emergenza-urgenza, anche con un Dipartimento che assicuri a tutti i cittadini pari opportunità in ogni territorio delle Marche, soprattutto nelle aree interne e svantaggiate.

-Bisogna porre al centro della risposta sanitaria territoriale gli Ambulatori di Medicina Generale Associata, che debbono mettersi nelle condizioni di essere in grado di rispondere a tutte le richieste di cure primarie da codice bianco di pronto soccorso, attraverso il coordinamento e l'integrazione dei medici, delle altre professionalità convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, infermieri, ostetriche, tecniche della riabilitazione, della prevenzione e del sociale a rilevanza sanitaria.

-Va rivista l’organizzazione degli Ospedali di comunità e delle cure primarie in genere, valorizzando il ruolo dell’infermiere e le sue possibili autonomie, sia all’interno degli ospedali di comunità, sia nei distretti sanitari dove andrà promossa la strutturazione del cosiddetto infermiere di famiglia o di comunità. È necessario completare la rete del 118, parimenti garantendo punti di primo intervento negli ospedali riqualificati, specialmente nelle zone interne e/o disagiate.

-Previsione di pronto soccorso pediatrici nei capoluoghi provinciali.

-Valorizzazione del personale medico e infermieristico, dirigenziale e non.

-Riequilibrio territoriale e valorizzazione delle aree interne, con il superamento dei campanilismi del passato che hanno condannando le zone montuose all’abbandono.

-Piano di potenziamento dei servizi integrati per le cure palliative, anche con la previsione di Hospice pediatrici. La Regione deve attuare ed implementare il diritto dei bambini ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore, in particolare assicurando e potenziando in modo significativo l’attuale assistenza domiciliare, ambulatoriale, ospedaliera e socio-sanitaria, rendendola capillare ed omogenea in tutto il territorio regionale, permettendo al minore una migliore qualità di vita ed un sostegno pieno ed alleviando il peso per le famiglie dei bambini affetti da patologie, con bisogni assistenziali complessi.

-Piano di assistenza ai diabetici con l’integrazione delle prestazioni mediche infermieristiche e territoriali.

-Garantire la continuità delle cure per mezzo di informazioni complete e in tempo reale, incluse nel Fascicolo Sanitario Elettronico del cittadino; dimissioni protette dall’ospedale verso le strutture territoriali che vanno aumentate e potenziate.

-Piano di sviluppo della rete delle farmacie.

-Promuovere la telemedicina come strumento di presa in carico del paziente, in particolare quello affetto da patologie croniche

-Dare piena applicazione al Piano Regionale della Cronicità con la trattazione del primo elenco delle patologie croniche individuate dal Ministero della salute. In particolare saranno rafforzate le risposte per i soggetti diabetici, per coloro che soffrono di scompenso cardiaco e per le persone affette da BPCO.

-Piano di sviluppo della digitalizzazione sanitaria per agevolare e semplificare l’accesso veloce ai servizi da parte dei cittadini.

-Promuovere l'utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico e la sua diffusione come strumento ottimale per la condivisione delle informazioni relative allo stato di salute del cittadino, facilitando l’azione di tutti i medici che, a vario titolo, operano nelle cure primarie.

-Pur nello sviluppo della medicina di prossimità, che si presume riduca la movimentazione dei pazienti, il trasporto sanitario dovrà essere rivisto per garantire precisione, tempestività e sicurezza del malato.

-Sviluppo di un autentico “Patto Sociale Intergenerazionale”.

-Valorizzazione delle politiche per la longevità attiva, del ruolo dell’Inrca e di Italia Longeva per il sostegno alle fragilità sociali crescenti rappresentate dalle persone sole e anziani privi di un contesto familiare verso i quali vanno creati percorsi di supporto dedicati.

-Piano per il sostegno alla non-autosufficienza.

-Piano di sostegno contro le dipendenze patologiche (droga, alcool, ludopatia, altre).

-Piani di sostegno alle altre fragilità e malattie.

-Incremento delle risorse per il sostegno alla disabilità aiutando i Comuni nell’erogazione dei servizi alla persona, in particolare garantendo assistenza nella formazione scolastica.

-Nuova organizzazione degli Ambiti Territoriali Sociali, da sviluppare con una forte condivisione e concertazione sul territorio.

-Alcune azioni da prevedere nel Piano sociale: potenziamento della legge sul “dopo di noi”; incremento dei servizi delle residenze protette per anziani; defiscalizzazione alle famiglie per l’accesso ai servizi sociali; assistenza domiciliare alle persone con disabilità; assistenza sociale scolastica; agevolazioni per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

-Piano di sviluppo del terzo settore no-profit. Investimento sul terzo settore quale parte sociale (non solo associazioni ma anche il mondo della cooperazione sociale) Coinvolgimento nel processo decisionale e nella definizione delle politiche sociali di cui è soggetto attuatore. Attuazione del principio di Sussidiarietà.

Nelle Marche centinaia di associazioni no-profit promuovono nel territorio azioni fondamentali e svolgono un lavoro di supporto all’azione degli enti pubblici. Esse costituiscono un patrimonio di valori e di umanità che va sostenuto, valorizzato e va supportato in un’azione di coordinamento che miri a massimizzare l’efficienza e l’utilizzo di risorse.

-Sostegno alla famiglia, con un piano speciale di interventi. In una società che cambia la composizione delle famiglie servono politiche che contrastino la denatalità ed evitino lo spopolamento delle aree montane e rurali. Ci sono troppe famiglie in difficoltà con più minori a carico che non trovano adeguate risposte nei servizi offerti. Attuare politiche per la famiglia significa rispondere a una serie di singoli bisogni o dare assistenza, ma, soprattutto, sostenere dei “progetti di vita”. L’attesa di un figlio è certo un momento di grande gioia ma spesso anche fattore di inquietudine e timori. E’ necessario dunque potenziare i servizi di cura dell’infanzia, tra cui il sostegno e l’accesso agli asili nido. Il sostegno deve mirare soprattutto a quei genitori lavoratori che, ogni giorno, a costo di grandi sacrifici, riescono a conciliare gli impegni familiari e quelli lavorativi. A tale scopo dovranno essere messe in atto delle azioni per la conciliazione vita-lavoro, per il welfare aziendale e per la sperimentazione di nuove forme di sostegno alla genitorialità.

-Previsione di un reddito di maternità per le famiglie numerose.

-Interventi di sostegno per l’acquisto della prima casa da parti delle giovani coppie.

-Piano speciale di interventi integrati a favore delle politiche giovanili e femminili per la parità di genere.

-Piano di sostegno agli oratori a favore dei giovani.

-Piano di sostegno ai centri di aggregazione giovanile.

-Attenzione e sostegno alle politiche abitative per dare risposte adeguate ad una vera e propria priorità sociale. Occorre tenere presente le esigenze conseguenti alle modificazioni avvenute nella composizione sociale delle famiglie marchigiane, con un occhio di riguardo alle persone più vulnerabili: disabili, anziani, genitori separati o divorziati, giovani coppie. L'ente regionale per le politiche abitative (ERAP) deve recuperare velocità negli interventi ed efficacia nella sua azione, dopo che per 5 anni ha vissuto un periodo di ingessamento e di inefficienza. Per quanto riguarda l’edilizia residenziale pubblica è necessario innanzitutto assicurare un piano di manutenzione e di riqualificazione radicale e programmata del patrimonio, cominciando dalla ristrutturazione edilizia, impiantistica e dalla riqualificazione ambientale ed

energetica.

-Favorire l’accesso ai servizi sociali e agli altri servizi pubblici di assistenza (ad esempio case popolari) senza penalizzazione per gli italiani, nel rispetto delle normative vigenti. 

  • LAVORO, FORMAZIONE E RI-OCCUPAZIONE PER TUTTI: VALORIZZARE IL CAPITALE UMANO PUNTANDO SUI NOSTRI TALENTI.

“Dobbiamo arrivare a una svolta in cui l’incertezza per il futuro lasci spazio a

rilancio, valorizzazione ed impegno per trattenere i nostri giovani. Altrimenti nelle

Marche lasceremo sempre spazio al rimpianto di non aver puntato tutto sulle

capacità dei nostri giovani che rappresentano la chiave di accesso per entrare nel futuro”. 

-Ascolto, concertazione e collaborazione attiva con categorie economiche e sociali, università, istituzioni, professionisti.

-Piano di incentivi regionali per sostenere l’occupazione, con l’utilizzo dei fondi europei 2021-2027 per sviluppare il lavoro e la formazione, la ricerca e l’innovazione.

-Fondi e aiuti anti-crisi regionali per il lavoro, per affrontare il difficile scenario pandemico Covid-19.

-Piano di sviluppo dell’occupazione sostenibile di qualità, per favorire l’inclusione sociale, la lotta alle povertà, la ri-occupabilità dei fuoriusciti dal mercato del lavoro.

-Sviluppo di un’autentica strategia integrata di politiche attive per il lavoro, quale leva per affrontare le sfide del cambiamento tecnologico e competitivo, al fine di favorire la difesa-attiva e sviluppo occupazionale dell’economia marchicigiana

-Sviluppare una formazione di qualità per favorire “up-skilling e re-skilling”, con l’adattamento occupazionale rispetto alle nuove sfide del cambiamento esponenziale delle nuove tecnologie, del mondo del lavoro e delle imprese.

-Investire nell’apprendimento permanente (Life Long Learning per lo sviluppo delle competenze del futuro.

-Ruolo attivo della Regione nella gestione di tutte le vertenze aziendali, con un’azione di stimolo verso le Parti sociali e i Ministeri nazionali.

-Piani di potenziamento del diritto allo studio dei giovani, favorendo l’accesso ai servizi universitari ed i relativi percorsi formativi. Agevolazioni per studenti meritevoli e per i fuori sede (esempio trasporti).

-Rafforzamento della collaborazione con e tra le università marchigiane, per sviluppare processi di ricerca applicata, innovazione e trasferimento tecnologico al mondo delle imprese.

-Potenziamento dell’alta formazione, promuovendo la collaborazione tra il mondo delle università e quello delle imprese.

-Favorire la terza missione dell’università: il trasferimento tecnologico da università e centri di ricerca verso il tessuto produttivo, al fine di incrementare le competenze e le conoscenze del capitale umano nelle imprese. In questo senso, le azioni rivolte al potenziamento delle infrastrutture di ricerca, finalizzate al

rafforzamento dei Cluster Tecnologici Nazionali, possono garantire una maggiore competitività del sistema economico anche in un’ottica di internazionalizzazione.

-Piani di potenziamento del diritto allo studio dei giovani, favorendo l’accesso ai

servizi universitari ed i relativi percorsi formativi.

-Potenziamento della formazione tecnica con gli IFTS, sviluppando progetti legati alle vocazioni tipiche dei sistemi locali di ogni territorio delle Marche,

-Orientamento dei sistemi di formazione professionale e dei servizi per l’impiego alle nuove esigenze del mondo delle imprese.

-Serve invertire il trend di questi ultimi anni e passando dal contrasto dell’emigrazione giovanile fino ad arrivare ad attirare nel nostro tessuto formativo e produttivo le migliori eccellenze italiane ed europee. Va consolidato il legame tra il sistema delle imprese, le Università e gli istituti scolastici superiori, con una radicale riprogettazione del rapporto tra Enti Pubblici, Università, enti di formazione professionali accreditati, centri per l'impiego. Bisognerà lavorare per creare un’offerta di percorsi finalizzati a facilitare e accompagnare le transizioni dei giovani dalla formazione superiore ed universitaria fino al lavoro con i percorsi di inserimento lavorativo personalizzati e flessibili.

-L’Osservatorio Regionale Mercato del Lavoro è uno strumento fondamentale per l’analisi ed il monitoraggio del mondo del lavoro anche in funzione degli sviluppi futuri, ed è necessario sfruttare quanto rilevato dall’osservatorio per aiutare famiglie e studenti nella corretta scelta e nell’orientamento scolastico in relazione ai futuri sviluppi professionali.

-Potenziamento del sistema scolastico regionale e sviluppo di progetti integrati.

-Sostegno alla parità scolastica.

-Piano per le pari opportunità e l’inclusione.

-Combattere la dispersione scolastica rafforzando la personalizzazione dei percorsi per i giovani a rischio di abbandono ed incrementando l'offerta dei percorsi di specializzazione tecnica e tecnologica (ad esempio Industria 4.0) per rispondere alla necessità di conoscenza delle competenze tecniche, tecnologiche, gestionali e manageriali del sistema economico-produttivo.

-Riformare l'intero sistema dei Centri per l'impiego ed introduzione della “Dote Unica Lavoro”, ossia un Programma di finanziamento regionale per la formazione e i servizi al lavoro a chi non studia, non lavora e non è impegnato in attività di formazione (disoccupati, iscritti o in attesa di iscrizione alle liste di mobilità ordinaria, percettori di NASPI o di altre indennità, cassaintegrati) al fine di creare servizi personalizzati per l’inserimento o il re-inserimento nel mondo lavorativo.

-Aprire nuove opportunità di lavoro attraverso il riconoscimento legislativo di nuove figure professionali emergenti e combattere ogni forma di precarietà, ad esempio avviando il dialogo con l’ADI (Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia) per contrastare la precarietà dei ricercatori offrendo loro prospettive di crescita e carriera in tempi certi, semplificando e trovando nuove fonti di finanziamento, in particolare in vista della nuova riprogramma 2021-2028 dei fondi europei.

-Sviluppo di collaborazioni con Enti di ricerca nazionali e internazionali. 


RICOSTRUZIONE VELOCE E RIEQUILIBRIO TERRITORIALE:    RINASCERE CON PARI DIRITTI PER TUTTI.

Le Marche rinascono, dall’immobilismo alla ricostruzione.

Rinascere significa rigenerare la vita ed il tessuto urbano comunità, ricostruendo

abitazioni, aziende e ricreando speranza ed opportunità”. 

-La ricostruzione dei territori colpiti dal sisma deve necessariamente accompagnarsi ad una forte attenzione alle prospettive di sviluppo economico e sociale delle medesime aree, per il rilancio delle funzioni vitali nel medio-lungo periodo delle aree interne, al fine di invertire il trend dello spopolamento. Il nostro obiettivo principale sarà quello di riaggregare nei luoghi di origine le comunità ora disperse. Occorre gettare le basi di un nuovo tessuto economico e sociale per l’Appennino di domani: dalla ricostruzione materiale ad una “strategia di ritorno”. Chi vive il nostro splendido entroterra è il principale presidio per la tutela di un territorio.

-Valorizzare il ruolo della Regione nella ricostruzione. Gli Uffici Speciali della Ricostruzione sono determinanti sia nella ricostruzione pubblica e che in quella privata, avrebbero dovuto essere di fondamentale supporto e sostegno all’attività dei comuni. Alla luce dell’esperienza del passato è necessaria una loro riorganizzazione funzionale, in termini di efficacia ed efficienza al fine di ridurre decisamente i tempi di lavorazione delle pratiche, oggi eccessivamente lunghi. Si lavorerà ad un nuovo assetto normativo Stato/Regione che determini con regole certe e stabili, con l’obiettivo di favorire un percorso che semplifichi e che preveda deroghe orientate a velocizzare e sburocratizzare l’iter della ricostruzione, lasciando spazio alle imprese marchigiane affinché possano riappropriarsi di quella ricchezza che, a ricaduta, sarebbe capace di rigenerare un tessuto socio-economico stremato.

-Definizione di un nuovo modello di ricostruzione che parta dal basso, riaffermando il ruolo principale dei Sindaci e dei Comuni. In una logica sussidiaria va valorizzato il ruolo dei Sindaci, condividendo con gli stessi l’assolvimento di alcune funzioni, per la loro vicinanza al cittadino e di profonda conoscenza del territorio amministrato in una logica di snellezza operativa.

-Punto di svolta fondamentale è la determinazione ex-ante del contributo e delle procedure per la determinazione del contributo ai privati, definendo univocamente quanto spettante per ciascun immobile. Vanno ridefiniti i rapporti di sinergia con i professionisti lasciando, in definiti casi, ai funzionari il solo compito della verifica dei requisiti soggettivi, in una logica di snellimento operativo in un quadro di regole comunque definito previe opportuni regole e strumenti certi.

-Potenziamento degli Uffici e dell’organizzazione preposta alla gestione delle attività di ricostruzione. Va incrementata la dotazione di personale, al fine di favorire la velocizzazione delle procedure e dei tempi di risposta a cittadini, famiglie e imprese.

-Definizione del nuovo cronoprogramma dei lavori per ridurre drasticamente i tempi di ricostruzione.

-Eliminazione di burocrazia, semplificazione delle normative, miglioramento dello strumento dell’autocertificazione in un quadro di regole certe, velocizzazione delle risposte ai cittadini.

-Dalla ZFU alla Zone Economiche Speciali. Si aprirà un’interlocuzione con i Ministeri competenti MISE e MEF per l’apertura di una zona economica speciale con incentivi fiscali e condizioni di semplificazione burocratica e amministrativa volti a favorire la crescita, l’innovazione e lo sviluppo per le aziende dell’area colpita dal sisma con l’obiettivo di creare zone di sviluppo industriale incentivando nuovi investimenti. Per creare occupazione ed evitare lo spopolamento dobbiamo permettere alle aziende nuove e quelle già operative insediate nella ZES di trovare situazione fiscali ed operative di vantaggio. E’ nostra intenzione riservare un’aliquota dei fondi regionali alle aree interne, avvalendosi anche dei fondi Europei di sviluppo, integrati con i fondi nazionali a disposizione sia in forma diretta che attraverso il credito d’imposta per sviluppare e sostenere ciascun progetto di investimento.

-Avvio dei cantieri per i restauri dei beni storici ed artistici di proprietà

pubblica, delle curie e dei privati. È il patrimonio storico che ha contraddistinto da secoli il nostro territorio, intorno al quale si sono costruite le nostre comunità e di cui sono luogo identitario, e da cui bisogna ripartire. Molti interventi in corso di realizzazione da parte delle curie e del Soprintendente Speciale del Ministero beni culturali rischiano di generare cattedrali nel deserto se non accompagnati da un piano di ripopolamento e sviluppo turistico locale. Per questo serve velocità e semplificazione per procedere e garantire il compimento dei programmi delle demolizioni e dei successivi programmi di ricostruzione, in buona parte finanziati.

-Sviluppo del “Progetto Appennino-Entroterra”: più digitale, infrastrutture, sanità, turismo e progetti di rafforzamento dell’attrattività territoriale delle aree appenniniche delle Marche, per evitarne il depauperamento territoriale dei servizi (moratoria territoriale di vantaggio) e il conseguente spopolamento.

-Eliminazione delle disparità territoriali Nord-Sud e Est-Ovest sul piano dei servizi a cittadini, famiglie e imprese.

 

  • CENTRALITÀ, SVILUPPO E COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE MARCHIGIANE ARTIGIANALI, INDUSTRIALI, COMMERCIALI, AGRICOLE, MARITTIME, COOPERATIVE, CULTURALI, TURISTICHE E DI SERVIZI: TUTELE E AIUTI ALL’IMPRENDITORIALITÀ.

“Le Marche sono in una condizione ormai cronica di stagnazione economica

e si stanno sempre di più allontanando dalle economie dei territori in crescita.

È indispensabile un Piano regionale di nuovo sviluppo competitivo,

nazionale e internazionale,  per evitare un inesorabile

e più pesante declino economico della regione”. 

-Priorità alle micro, piccole e medie imprese regionali artigianali, industriali, agricole, commerciali, marittime, turistiche, culturali e di servizi, con incentivi, fiscalità agevolata, semplificazioni e tutela nei bandi regionali.

-Fondi e aiuti anti-crisi regionali per le micro, piccole e medie imprese, per affrontare il difficile scenario pandemico Covid-19.

-Difesa-attiva e sviluppo della competitività del sistema manifatturiero regionale e potenziamento degli altri motori di sviluppo della crescita regionale.

-Sostegno ai progetti di rete-network tra imprese e per rafforzare filiere produttive ed alleanze in ecosistemi tra micro, piccole e medie imprese, università, istituzioni e grandi imprese, per finalità di trasferimento innovativo e di know-how per la diffusione dell’imprenditorialità. La creazione di un ecosistema di supporto per l'innovazione e l'imprenditorialità è un punto focale del programma. Partiamo dal presupposto che l’imprenditore sia il punto centrale dell'ecosistema che si comporta come una network-builder, e la sua "micro-rete" si collega dinamicamente con i domini dell'ecosistema circostante, che sono università, consulenti, istituzioni, clienti, fornitori e altri operatori. Le interconnessioni di elementi dell'ecosistema, reciprocamente interconnesse con le reti degli imprenditori, danno origine a un intricato flusso di informazioni, azioni, competenze, conoscenze, esperienze e scambi di pensieri. Questi network sono essenziali sia per la nascita e il successivo sviluppo dell’imprenditorialità regionale, sia per il rafforzamento del sistema di micro, piccole medie imprese regionali.

-Strumenti finanziari innovativi per valorizzare il patrimonio immobiliare, sostenere l'economia e facilitare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese regionali.

-Nuova legge urbanistica per rilanciare l'economia, rafforzare il territorio ed i centri storici così da mettere in sicurezza il patrimonio edilizio. E’ quanto mai prioritario destinare gli sforzi per la riqualificazione e la ristrutturazione dei centri storici e delle zone terremotate. Vogliamo favorire con sgravi fiscali, (ad esempio la riduzione di oneri di occupazione del suolo) coloro che recuperano e ristrutturano immobili nei

centri storici. Infine, promuovere la rigenerazione urbana attraverso forme innovative per la viabilità dei centri storici al fine di contrastare la desertificazione commerciale e abitativa all’interno degli stessi.

-Piano di sviluppo della “smart-specialization” e dell’Impresa 4.0. L’azione è finalizzata al sostegno di nuove imprese knowledge-based che introducano innovazioni di processo e prodotto ad alto contenuto tecnologico e di nuove imprese che sviluppino ed eroghino servizi avanzati. Le imprese manifatturiere, operanti per lo più nei settori tradizionali (mobile, meccanica, calzature, tessile) soffrono, infatti, la crescente competizione globale. La dimensione media delle imprese, la difficoltà di ottenere finanziamenti, la crisi finanziaria, la deflazione, il rallentamento dei consumi possono impedire il trasferimento delle conoscenze e delle tecnologie nel sistema produttivo: per questo motivo il trasferimento tecnologico andrebbe incentivato con azioni mirate di policy.

-Progetti di agevolazione per la transizione digitale e ambientale dell’economia e della società marchigiana, con una forte selettività e progettualità legata alla ricadute innovative, occupazionali e di sostenibilità, puntando sulle tecnologie digitali e sulle energie rinnovabili quali leve di sviluppo.

-Sviluppare un Piano R&D Marche per innalzare la quota di investimento regionale in attività di ricerca e sviluppo, anche con il sostegno di cluster e centri di trasferimento tecnologico.

-Sostegno ai progetti diretti di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico alle PMI.

-Sostegno all’accesso delle tecnologie digitali ICT abilitanti l’impresa 4.0:intelligenza artificiale, internet of things (IoT), realtà aumentata e virtuale, robotica collaborativa e altre.

-Piano straordinario di sviluppo della banda larga e di digitalizzazione del territorio regionale: lo sviluppo di fibra e rete digitale ultra-veloce rappresenta un obiettivo prioritario per rafforzare la competitività delle PMI, favorire la loro evoluzione digitale verso l’impresa 4.0 e per garantire servizi pubblici efficaci ed efficienti ai cittadini in tutti i territori delle Marche, soprattutto quelli interni e

disagiati.

-Promozione e internazionalizzazione delle imprese e dell’economia marchigiana sui mercati esteri europei e dei paesi extra-europei a maggiore tasso di sviluppo: progetti di gemellaggio e partenariato internazionale per lo sviluppo di relazioni istituzionali funzionali all’attivazione di progetti di crescita internazionale; incentivazione delle iniziative promozionali fieristiche; sviluppo di network e reti

d’imprese per l’internazionalizzazione, anche con bandi per progetti internazionali aggregati di filiere di PMI; voucher per investimenti volti a favorire i processi di internazionalizzazione delle PMI in forma singola e associata; agevolazioni di piattaforme digitali che aiutino l’internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese sui mercati esteri.

-Creazione e promozione del brand “MADE IN MARCHE”, che diventi un veicolo promozionale unico per valorizzare l'esportazione di prodotti di eccellenza dei settori economici tipici delle Marche: tessile-abbigliamento-calzature; meccanica; mobile e arredamento; agroalimentare e altri.

-Sostegno a progetti di reshoring aziendale nel territorio regionale.

-Sostegno ai progetti di efficientamento energetico e transizione ambientale ecosostenibile per l’adattamento al cambiamento climatico favorendo un’economia a bassa emissione di carbonio.

-Sostegno a cluster e distretti industriali marchigiani che caratterizzano il Made

in Marche: tessile, abbigliamento, calzature; mobile; meccanica; elettronica; agroalimentare, cantieristica; servizi e altri. E’ necessario valorizzare la loro vocazione artigianale, industriale e commerciale, supportandoli nei processi di internazionalizzazione, di innovazione, di formazione, di promozione e co-branding, supportando il rilancio del Marchio “Territoriale” di Origine e Qualità.

-Piano di sviluppo delle attività commerciali per sostenere le filiere, gli investimenti, le azioni di commercializzazione e promozione integrata.

-Piano di sviluppo del mondo cooperativo regionale.

-Piano di sostegno al terziario e ai servizi professionali.

-Piano di sviluppo delle produzioni regionali artigianali artistiche tipiche e di qualità.

-Meno tasse e meno burocrazia a favore del sistema imprenditoriale regionale.

-Rafforzamento della collaborazione con la Camera di Commercio delle Marche per lo sviluppo dell’economia regionale.

-Le aree di crisi complessa della Val Vibrata-Valle del Tronto-Piceno, del distretto Fermano-Maceratese e delle aree coinvolte dalla crisi della ex-Merloni devono essere al centro dell’attenzione dell’azione del Governo regionale affinché vengano tutelati i processi di industrializzazione e la produttività. Va valutata la creazione di una “Zona Franca” in modo da avere decontribuzioni e defiscalizzazioni da subito.

-Progetto “Marche Startup”, per il sostegno di incubatori certificati e startup innovative, al fine di sviluppare l’imprenditorialità innovativa giovanile e fare delle Marche una autentica Silicon Valley, capace di attrarre talenti, competenze e startup, sia per offrire nuove opportunità lavorative ai nostri giovani che per favorire il reshoring.

-Revisione della legge regionale sui Consorzi industriali per ottenere una drastica riduzione dei costi che attualmente le imprese pagano a questi enti ormai anacronistici. 


  • AGRICOLTURA, BLUE ECONOMY, PESCA, CACCIA E SPORT: LE RISORSE LOCALI MOTORI DI SVILUPPO.

“Le risorse rurali e naturali, marittime e territoriali delle Marche rappresentano un

motore di sviluppo e benessere per l’intera Comunità regionale”. 

-Sviluppo ai progetti di rete per l’organizzazione delle filiere tra imprese

agricole, per sostenere i progetti di crescita su scala regionale, nazionale e internazionale.

-Sviluppare progetti di trasferimento di conoscenze e innovazione, di incremento e sostegno alla redditività delle imprese agricole

-Promuovere lo sviluppo rurale delle aree interne, le produzioni tipiche e di qualità, aiutare il passaggio generazionale.

-Implementare modelli agricoli e zootecnici biologici. Le Marche hanno una forte tradizione e cultura agricola integrata con il rispetto delle risorse naturali, dei territori e della biodiversità. Dobbiamo consolidare la vocazione al biologico che nelle Marche ha una storia di oltre quarant’anni, affinché la regione possa diventare il territorio di riferimento per la conversione biologica che sta gradualmente avanzando. In virtù di questo, le imprese marchigiane non possono essere lasciate sole nella competizione ma vanno sostenute in modo organico attraverso una strategia regionale di medio-lungo periodo finalizzata a promuovere l’alta qualità dei prodotti enogastronomici, ad aprire nuove opportunità commerciali in Italia e all’estero, a creare consorzi e reti di imprese.

-La prossima programmazione 2021/2027 del PSR dovrà tracciare una linea di discontinuità rispetto al passato, soprattutto sul piano della complessità burocratica e dei tempi dei pagamenti, nell'ottica di costruire un nuovo modello capace di coniugare tradizione ed innovazione con scelte mirate alla costruzione di una strategia e non più con generici interventi a pioggia. Inoltre, la velocità nell’erogazione dei contributi dovrà essere il vero elemento di cambiamento, impedendo che la burocrazia regionale crei le condizioni per accumulare ritardi nell’erogazione dei fondi alle imprese.

-Occorrono interventi logistico-strutturali a supporto della commercializzazione e meccanismi di premialità in grado di favorire l’aggregazione dell’offerta e la standardizzazione qualitativa. Occorre inoltre contrastare il fenomeno di abbandono dei terreni e sarà necessario avviare, in concreto, lo studio di un “sistema di pagamenti eco-sistemici”.

-Burocrazia zero: serve maggiore efficienza e velocità nella gestione dei fondi europei del PSR, soprattutto in vista della prossima programmazione 2021/2027 che rappresenta un'opportunità straordinaria per la modernizzazione e l'efficientamento del nostro sistema agricolo.

-Le Marche devono sviluppare la loro vocazione per la coltura e l’allevamento biologico e devono diventare un punto di riferimento nazionale, puntando alla creazione di un vero e proprio brand comunicativo “Marche Regione Bio”.

-Anche nel settore agroalimentare il “Made in Marche” deve diventare un brand unico per favorire l'esportazione di prodotti di eccellenza agroalimentare marchigiana. La creazione di un consorzio unico di promozione che valorizzi l'insieme dei prodotti e dei consorzi di DOC e DOCG è quanto mai necessario per rendere più competitiva l'esportazione.

-Occorre riorganizzare l’Agenzia per i Servizi nel Settore Agroalimentare delle Marche (ASSAM) trasformandola realmente nell’anello di congiunzione tra il sistema produttivo ed il mondo della ricerca, implementando il ruolo di studio con le Università, gli Istituti e le Istituzioni di ricerca. È di fondamentale importanza  favorire l'innovazione digitale 4.0, l’agricoltura di precisione, la ricerca e la

sperimentazione in campo agricolo, zootecnico e manifatturiero in forma singola, ma anche tramite approcci partenariali.

-Il settore Vitivinicolo è tra quelli maggiormente qualificanti della Regione, ma al tempo stesso tra i più difficili da gestire in quanto l’enorme numero di vini DOC italiani crea una notevole concorrenza ai vini marchigiani soprattutto per quelle cantine medie e medio-piccole che sono la stragrande maggioranza delle aziende del nostro territorio. Occorre favorire investimenti in tecnologia che possono essere utilizzati o dalle singole imprese, o in maniera consorziata. È necessario sviluppare e sostenere la proiezione internazionale del settore, con aiuti economici europei e regionali efficaci e veloci, senza inutili allungamenti burocratici.

-Revisione della legge regionale sulla raccolta di funghi e tartufi.

-Sostegno al mondo brassicolo marchigiano.

-Revisione della legge regionale sui canoni estrattivi delle acque minerali.

-Gli agriturismi devono essere il connubio tra agricoltura e turismo e pertanto occorre incentivare le strutture. È indispensabile avviare politiche serie di promozione/comunicazione dell’agriturismo marchigiano unendolo alla promozione dei vini e dei cibi marchigiani che mettano in evidenza le specificità regionale e promuovere percorsi/sentieri montani mettendoli in relazione alle città d’arte e di cultura. Per quanto riguarda le fattorie didattiche la loro importanza, utilità e ruolo strategico nella formazione è stata messa in evidenza, ancora di più in questi periodi. È necessario avviare da parte della Regione un piano promozionale con guida delle stesse, da diffondere nelle scuole di ogni ordine e grado, prevedendo delleagevolazioni economiche alle scuole per incrementarne le visite.

-In virtù dei suoi 174 km di costa, nelle Marche il “Sistema Mare” costituisce una vera e propria risorsa. La blue economy deve diventare una delle leve di crescita dell’economia regionale e per questo occorre ragionare in un’ottica globale definendo una regia unica per tutte le attività che vanno dalla pesca all’acquacoltura, all’industria di trasformazione alimentare, dalla cantieristica ai servizi connessi alla nautica da diporto, al turismo costiero. È necessario sviluppare il progetto “Blueeconomy Marche”.

-Difesa delle vongolare marchigiane che rappresentano la flotta marittima più importante d’Italia: sostegno al rinnovo dei mezzi e delle tecnologie, sostegno a difesa dalle normative europee vessatorie.

-Valorizzazione della pesca sportiva. Occorre incrementare tale ripopolamento al fine di incentivare il ciclo biologico dei fiumi e aumentare notevolmente il ripopolamento.

-Nel settore della caccia dopo anni di incertezze e di assenza di normative chiare, occorre ristabilire la certezza delle regole attraverso una gestione trasparente econdivisa, con una forte attività di concertazione con il mondo venatorio regionale che rappresenta una componente fondamentale della nostra identità culturale.

-Velocizzare i rimborsi agli agricoltori che hanno subito danni e sviluppare politiche di tutela nei loro confronti.

-Occorre tutelare l’ambiente urbano, a vantaggio del nostro stile di vita ma anche del benessere degli animali. Se l’emergenza sanitaria, combinata alle necessità di ritornare ad un corretto rapporto con la natura ed il mondo che ci circonda, non può escludere la cura del nostro ecosistema urbano, nei nostri

spazi e aree verdi persone e animali vivono un connubio che non esclude nessuno dalla responsabilità di preservare certi stili di vita, anche in tempo di crisi. Perché questo senso di responsabilità civica e morale non resti vittima dell’egoismo e dell’individualismo della vita privata occorre ripensare al modo, semplice e

intelligente, con cui gestiamo qualsiasi forma di relazione con la natura.

-Potenziamento e sviluppo diffuso dello Sport regionale: sostenere le associazioni sportive e in generale lo sport come scuola di vita e straordinario strumento di prevenzione e tutela della salute; stanziare risorse per riqualificare e ammodernare le infrastrutture sportive, anche scolastiche, mediante misure di sostegno ai Comuni e al mondo associativo sportivo; sostenere le società sportive dilettantistiche; sostenere i progetti scolastici realizzati con la collaborazione delle associazioni sportive; attenzione particolare sarà riservata agli atleti con disabilità, affinché possano sempre avere la possibilità di cimentarsi nelle discipline prescelte anche grazie a concreti sostegni economici o logistici; promuovere grandi eventi sportivi, sostenendo le manifestazioni sportive: dagli sport di montagna a quelli d’acqua, dal ciclismo ai

giochi di squadra, che possono diventare veicolo per la promozione territoriale e strumento utile per implementare il turismo sportivo regionale.

 

  • TURISMO-CULTURA-AMBIENTE: LE MARCHE ATTRATTIVE DELLA BELLEZZA.

“Se scopri le Marche le ami. Perché vieni travolto dalla sua storia, dalla sua tradizione e

dall’unicità dei geni che l’hanno abitata, dalla suggestione dei paesaggi.

Le Marche non possono non scommettere sulla

propria bellezza per rendere il sistema integrato cultura-turismo-ambiente

una leva di sviluppo strategica”. 

-Le Marche vanno riscoperte, valorizzate e promosse trasmettendo l’identità della Regione, la bellezza del paesaggio, l'importanza della sua storia, l'unicità dei geni che l'hanno abitata. Tradizione, storia, arte e bellezza rappresentano il valore aggiunto regionale, nonché costituiscono il patrimonio più prezioso che va

preservato, custodito, trasmesso e comunicato in modo univoco e non più con una visione frammentaria, discontinua e disgregata.

-L’offerta turistica deve essere adeguatamente promossa sui mercati europei e anche al di fuori dei confini continentali, in particolare per rivolgersi alle classi emergenti dei Paesi in sviluppo a più elevata potenzialità di crescita, per sfruttare il valore del brand e della reputazione del Made in Italy.

-Nuovo Piano straordinario di promozione turistica internazionale per potenziare commercializzazione e “destination marketing”, integrando tutte le risorse ambientali, culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche regionali.

-Piano di sviluppo dei “turismi” e dei “Cluster Turistici” delle Marche basato sul potenziamento delle filiere tipiche regionali: turismo balneare, dell’entroterra, spirituale, enogastronomico, dei borghi, del wellness (Marche Wellness Valley/Best region travel), dello shopping e altri. L’utilizzo dei “Cluster Turistici” può veicolare il flusso turistico facendo emergere con precisione, per periodi e stagioni, le aree più attrattive, per gestire al meglio tutto il marketing territoriale della destinazione Marche e favorire la destagionalizzazione, obiettivo centrale delle politiche turistiche regionali.

-Piano di incentivazione e qualificazione delle strutture ricettive regionali: aumentare lo standard qualitativo delle strutture ricettive anche favorendo l’utilizzo di strumenti di trasformazione urbanistica che facilitino gli investimenti per la riqualificazione della struttura ricettiva; potenziare la digitalizzazione; rafforzare e qualificare i servizi e le strutture di accoglienza; favorire l’accessibilità a soggetti svantaggiati (disabili e altri); potenziare l’efficienza e il risparmio energetico delle strutture. Attraverso una nuova legge urbanistica occorrerà orientare gli investimenti verso il recupero e il riutilizzo delle volumetrie già esistenti facilitando

la rigenerazione e la riqualificazione dell'esistente. Piano di sviluppo di clamping.

-Potenziamento della collaborazione tra tutti gli operatori turistici per rafforzare organizzazione e sinergia tra le risorse e le competenze disponibili sul territorio.Necessaria una “governance unica”, capace di offrire una vision integrata a tutti gli operatori turistici per intraprendere scelte importanti e sinergiche in un settore trasversale ed economicamente strategico come il turismo.

-Creare Tavoli di lavoro permanenti tra Regione ed Associazioni di Categoria per la definizione del Piano Strategico Regionale del Turismo e per il costante monitoraggio delle attività.

-Sviluppo del turismo sostenibile, che crei posti di lavoro e promuova la cultura e i prodotti locali.

-Tutela degli operatori turistici dalle direttive UE limitanti l’attività imprenditoriale (Bolkestein).

-Va creata una sinergia turistica costa-entroterra che punti alla destagionalizzazione attraverso iniziative di qualità come mostre, festival e rassegne da calendarizzare durante tutto l'anno: abbiamo un potenziale ancora inespresso, visto che i flussi turistici ad oggi sono concentrati prevalentemente sulla costa e legati al turismo da spiaggia.

-Implementazione strategica di comunicazione e promozione turistica per il new positioning delle Marche sui mercati interni ed esteri, attuando una promozione coordinata e integrata, omogenea ed efficiente.

-Creare e rafforzare il brand turistico marchigiano veicolando una strategia online adeguata utilizzando in modo strutturato tutti i canali digitali per proporre pacchetti turistici che siano appetibili a tutti i target e fasce anagrafiche all’interno di una proposta che sia declinata sotto il brand “Marche”.

-Potenziamento dell’Osservatorio turistico regionale: il turismo è sempre più competitivo e le imprese, per poter anticipare e pianificare gli investimenti, devono essere messe in condizione di poter disporre di scenari, dati statistici aggiornati e tempestivi dalla Regione in modo costante. Occorre velocità nell’elaborazione di questi dati per tratteggiare proiezioni sui flussi turistici di incoming, per elaborare

previsioni, per programmare gli eventi e per effettuare investimenti mirati ad attuare specifiche politiche promozionali, di pricing e per migliorare il proprio posizionamento competitivo.

-Supportare i programmi di formazione nel turismo, in particolare orientandoli alla conoscenza delle lingue straniere e dei mercati della domanda turistica.

-Puntare su nuove forme dinamiche di turismo esperienziale, che mettano il turista in relazione “full immersion” con la storia, la popolazione e la cultura marchigiana.

-Nuovo Piano regionale per lo sviluppo culturale, basato sulla valorizzazione integrata delle eccellenze delle Marche a livello nazionale e internazionale: incentivare la conoscenza del patrimonio culturale marchigiano, dei borghi storici, degli itinerari religiosi promuovendo le città d’arte attraverso percorsi integrati tra costa ed entroterra facendo leva sulla storia dell’arte, della cultura, del cibo e del vino.

-Rilancio e valorizzazione delle tradizioni e della storia locale attraverso il sostegno costante alle rievocazioni storiche di qualità, valutando anche la possibilità di ricorrere all’ausilio delle tecnologie digitali.

-Sviluppare nuovi percorsi e iniziative culturali sfruttando la digitalizzazione, così da creare nuove forme di aggregazione in linea con i linguaggi comunicativi.

-Valorizzare le strutture museali di competenza regionale attraverso un fondo permanente che permetta di mantenere elevato il livello qualitativo.

-Valorizzare la bellezza urbana dei centri storici. Vogliamo dare lustro ai centri storici trasformando e valorizzando i “non luoghi” e promuovendo la salvaguardia e il loro sviluppo socio-economico. Tali azioni dovranno mirare alla qualificazione e alla rivitalizzazione del suo ambiente e della sua offerta commerciale, turistica, culturale nel rispetto dei valori paesaggistico-architettonici e del recupero di tradizioni, vocazioni e tipicità locali.

-Le “Marche dei Geni”. Le Marche devono capitalizzare con costanza e mettendolo a sistema il valore universale della varietà di genius loci e delle genialità che rappresentano le caratteristiche distintive dell’anima regionale. Raffaello, Leopardi, Rossini, devono essere i testimonial della cultura marchigiana più largamente e strutturalmente intesa. In questa ottica vogliamo lanciare il progetto Le Marche Geniali che possa essere elemento differenziante nella proposta turistica e culturale.

-Implementare la rete di biblioteche, comunali e accademiche che possano offrire accesso a riviste scientifiche di settore, cercando di ottenere contratti favorevoli dai provider.

-Sviluppo di relazioni con la rete dei marchigiani all’estero.

-La questione ambientale sarà la grande sfida per le economie avanzate nel prossimo decennio. La salute e il benessere dei cittadini sono strettamente connessi con la tutela dell’ecosistema ambientale che li circonda ed è per questa ragione che occorrono politiche volte sia ad interpretare la sostenibilità, sia a proteggere le fragilità di un territorio. Lo sviluppo sostenibile va costruito attraverso un equilibrio tra tutela dell’ambiente e dello sviluppo economico creando una politica di integrazione dei due sistemi in una prospettiva unica.

-Sviluppare un piano integrato di gestione e sviluppo territoriale, capace di unire in modo sistemico tutti gli aspetti attinenti la tutela e valorizzazione territoriale.

-Accelerare la creazione di un piano di valorizzazione energetica, di mobilità intelligente e di economia circolare, è oggi una priorità, anche in vista delle potenzialità di sviluppo del settore.

-Si propone un adeguamento della Regione al Green New Deal, il nuovo patto verde, grazie alle nuove direttive comunitarie divenute oggi una realtà: infatti la Commissione UE ha già messo in evidenza l’obiettivo strategico del piano, che trasformerà il vecchio continente nel primo blocco di Paesi a impatto climatico zero entro il 2050. Per agevolare questa metamorfosi abbiamo bisogno di un sistema fiscale innovativo che sposti la tassazione dal lavoro al consumo di risorse.

-Vogliamo intervenire sull’implementazione delle politiche di Green Public Procurement e sull’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi, per realizzare investimenti pubblici e privati che mirino ad implementare le politiche della green economy, leva per lo sviluppo.

-Attuazione dell’Agenda 2030 dell’Unione Europea rispondendo alle sfide ambientali puntando sulla riconversione, la trasformazione “green” e l’economia digitale, accompagnate da adeguati reti di infrastrutture digitali, finanziamenti per l'innovazione e servizi pubblici adeguati all'era digitale.

-Avvio una seria mappatura dei siti inquinati e con la bonifica degli stessi; a questa vanno aggiunte politiche che portino ad un miglioramento della qualità delle acque fluviali e dell'aria che respiriamo.

-Piani di sviluppo del patrimonio ambientale delle Marche, unico ed inestimabile. Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il Parco Naturale Regionale del Conero, il Parco Naturale Regionale del Monte San Bartolo, il Parco Naturale Interregionale del Sasso Simone e Simoncello ed il Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, oltre alla riserve

naturali regionali, sono oltre ad essere un valore ambientale, anche una leva di sviluppo in chiave turistica.

-Revisione dei Consorzi di Bonifica in termini di funzioni, contributi e modalità di funzionamento. Occorre superare l’attuale modello. Il Consorzio dovrà avere compiti ben definiti evitando sovrapposizioni di competenze e costi aggiuntivi per i cittadini che potrebbero rischiare di pagare più volte per lo stesso servizio pubblico erogato”.

 

  • RIDUZIONE DELLA PRESSIONE FISCALE, SPENDING REVIEW REGIONALE, SEMPLIFICAZIONE IN TUTTI I SETTORI: UNA REGIONE SEMPLICE, VICINA E AMICA.

“C’è bisogno di una Regione amica, semplice e vicina

a cittadini, famiglie e imprese”. 

-Revisione e riduzione selettiva delle imposte regionali IRAP e IRPEF a favore di cittadini, famiglie e imprese.

-Spending-review in tutti i settori regionali per il finanziamento dei progetti di riduzione della pressione fiscale e per una lotta sistematica agli sprechi e all’utilizzo improduttivo delle risorse pubbliche;

-Sviluppo e implementazione di sistemi di costi standard per la realizzazione della spending-review, a parità dei livelli dei servizi regionali.

-Attuazione di una nuova politica fiscale regionale per assicurare il miglioramento e la semplificazione degli adempimenti, soprattutto attraverso la digitalizzazione dei processi amministrativi e la diffusione di servizi digitali pienamente integrati.

-Ottimizzazione della gestione finanziaria del debito regionale.

-Codice unico di semplificazione amministrativa per avere la Regione Marche più semplice ed efficiente.

-Incremento della produttività della pubblica amministrazione, anche attraverso un nuovo Piano di digitalizzazione dei servizi regionali a favore di cittadini, famiglie e imprese.

-Creazione di una task-force semplificazione dedicata allo studio di modalità per eliminare il più possibile i passaggi burocratici e creare occupazione produttiva per il personale amministrativo.

-Semplificazione degli adempimenti fiscali grazie alla digitalizzazione dei processi amministrativi e la diffusione di servizi digitali pienamente integrati.

-Piano di riduzione dei tempi dei procedimenti amministrativi, per offrire risposte più veloci alla Comunità regionale in ogni settore, anche con meccanismi di premialità.

-Velocizzazione dei pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese in tutti i settori.

-Qualità nell’uso delle risorse finanziarie pubbliche e servizi pubblici adeguati all’era digitale.

-Agevolazione alle fusioni e aggregazioni dei Comuni e allo sviluppo di servizi pubblici integrati.

 

  • LIQUIDITÀ ALLE MARCHE CON FONDI EUROPEI, RISORSE NAZIONALI E PROGETTI INTERREGIONALI: PIÙ VOCE E PESOALLA REGIONE FUORI I NOSTRI CONFINI.

Le Marche debbono integrarsi con le regioni limitrofe e contare di più a Roma e

Bruxelles: è necessario far valere i diritti dei marchigiani per ottenere le risorse

finanziarie indispensabili per alimentare i progetti di crescita

della Comunità regionale”. 

-Sostegni finanziari alla liquidità delle micro, piccole e medie imprese, soprattutto per affrontare la crisi pandemica.

-Sostegno al sistema di garanzie per favorire l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese.

-Miglioramento e gestione efficace, anche con una selezione di qualità, dei progetti di spesa dei fondi europei per incrementare la loro capacità di utilizzo in tutti i settori.

-Istituzione del Comitato di concertazione e pilotaggio per la definizione della nuova programmazione UE 2021-2027, con il più ampio coinvolgimento di stakeholders e soggetti vitali regionali.

-Incentivazione con i fondi europei 2021-2027 di una crescita economica sostenibile attraverso la diversificazione, l'aggiornamento tecnologico e l'innovazione, puntando su manifattura, agricoltura e su settori innovativi che offrono elevate potenzialità di crescita: ICT e digitale, green economy, blue economy, servizi alla persona, servizi socio-sanitari, valorizzazione del patrimonio culturale e altri.

-Rafforzamento del peso regionale e della capacità contrattuale nazionale in sede di Conferenza delle Regioni per l’attrazione di investimenti nelle Marche.

-Sviluppo di alleanze, progetti e piattaforme interregionali di collaborazione con le Regioni limitrofe, a partire da Umbria ed Abruzzo, nei settori dell’economia, delle infrastrutture, della sanità, del turismo e altri.

-Rilancio del progetto di Macroregione Adriatico Ionica. È necessario recuperare un ruolo all'interno della Macroregione Adriatico-Ionica che rappresenta un’opportunità per le Marche per il sistema imprenditoriale, le università, le istituzioni locali, creando sinergie con altri Paesi ed altre regioni. Negli ultimi 5 anni le Marche sono rimaste isolate e non hanno mai colto le opportunità di un confronto

con tutte le regioni che afferiscono in questa importante macroregione europea.

 

  • POTENZIAMENTO DI INFRASTRUTTURE. MOBILITÀ E TRASPORTI: LE MARCHE AL CENTRO PER SUPERARE L’ISOLAMENTO.

“Le Marche devono uscire dall'isolamento geografico.

Serve un piano straordinario di investimenti che portino la Regione

ad essere al centro d’Italia e dell’Adriatico”. 

-La nostra Regione deve ambire a diventare la capitale delle regioni adriatiche. Le nostre infrastrutture devono tendere ad una forma “a croce” in modo tale che le Marche diventino il baricentro dell'asse Nord-Sud ed Est-Ovest. I terminali della croce - dove Ancona sta al centro devono essere Roma ad Ovest, il mare Adriatico ad Est, Venezia al Nord e Bari al Sud.

-Revisione e aggiornamento del Piano regionale delle infrastrutture per far uscire le Marche dall’isolamento, anche con l’ausilio di una Cabina di regia con gli stakeholders regionali.

-Piano di rilancio e sviluppo dell'Aeroporto delle Marche, in piena sinergia con lo sviluppo del Porto di Ancona e con l'Interporto facendoli diventare hub passeggeri e merci capaci di proiettare le Marche quale punto di riferimento nazionale e internazionale. È necessario sviluppare in modo strutturale e sinergico il sistema logistico-integrato Porto-Aeroporto-Interporto: l'obiettivo è la creazione di una struttura sinergica in grado di unire e rendere sinergica la gestione delle tre piattaforme logistiche.

-Completare l’Uscita Ovest di Ancona per sfruttare integralmente le potenzialità del sistema Porto-Aeroporto-Interporto.

-Potenziamento del ruolo e delle funzioni dell’Autorità di Sistema Portuale delle Marche a sostegno dell’economia portuale, turistica e marittima delle Marche.

-Portare e rafforzare l'Alta velocità lungo le direttrici a croce con l'obiettivo di collegare in 1h 45m Ancona con Roma e accorciare la distanza con Bari e con Venezia.

-Nella provincia di Pesaro-Urbino occorre trovare una soluzione progettuale e finanziaria definitiva e certa per la E78 Fano-Grosseto che rappresenta un'arteria strategica non solo per il territorio interno della Val Metauro, ma per l'intera provincia Nord di Pesaro-Urbino come asse di collegamento Adriatico-Tirreno per legittimare la proposta turistica delle località presenti sulla costa della provincia diPesaro-Urbino.

-Completamento del progetto Quadrilatero con il collegamento stradale fra Serra S. Quirico e Fabriano (SS76) e i collegamenti trasversali.

-Completamento della Pedemontana trasversale: completarla e allungarla, dal lato Nord Cagli – Sassoferrato per aprire il territorio del fabrianese verso il pesarese, dal lato Sud lungo la direttrice Matelica - Tolentino - Sarnano - Amandola - Ascoli. Completamento dei lotti riguardante la Pedemontana Marche-Abruzzo-Molise asse nord-sud, in particolare modo tratto Castel di Lama-Teramo (collegamento val Tronto/val Vibrata).

-Portare a compimento l’intervalliva Tolentino-S.Severino, nonché il collegamento di Macerata via Mattei - La Pieve, prevedendo l'innesto di questa nella Superstrada 77 Val di Chienti, come da accordi.

-Completamento del collegamento veloce Piediripa-Macerata-Galleria delle Fonti

-Villa Potenza, cioè l'intervalliva di collegamento tra la vallata del Chienti e quella del Potenza. A Civitanova Marche realizzazione della rotatoria di uscita della Superstrada 77 Val di Chienti.

-Completare a Sud la terza corsia della A14 in tutte le Marche (con un opportuno prolungamento fino a Bari) valutando l’opportunità di richiedere nuovi caselli a San Benedetto e a Porto Potenza Picena.

-Favorire il passaggio ad Anas della SR 257 Acqualagna-Apecchio e della tratta S.Severino-Cingoli.

-Completare i lavori in corso lungo la Salaria, in particolare avviando la progettazione dell’altro tratto Trisungo-Acquasanta.

-Sviluppo delle altre infrastrutture del Sud delle Marche (Mezzina e altre).

-Studio di fattibilità per lo sviluppo di un collegamento ferroviario San Benedetto del Tronto/Ascoli Piceno - Roma, denominato “Ferrovia dei due Mari”.

-Forte potenziamento della mobilità dolce e messa in rete delle infrastrutture già esistenti, sempre in un’ottica di massima accessibilità per tutti.

-Sostegno alle nuove infrastrutture per il trasporto elettrico.

-È fondamentale strutturare una strategia regionale portuale che permetta di rafforzare il ruolo che rivestono i porti per il rilancio dell'economia marchigiana.

-Va risolta l’emergenza dragaggi dei porti marchigiani attraverso una pianificazione dettagliata e certa dei tempi di realizzazione per tutelare le imprese che operano nel settore della pesca. Agevolare con strutture autorizzative regionali semplificate, nel rispetto delle norme, l’iter dei progetti di dragaggio dei porti delle Marche. Percorsi autorizzativi più efficienti consentiranno, ad esempio, di poter realizzare al porto di Ancona interventi di ampia portata capaci di far diventare lo scalo tra i più competitivi dell’Adriatico per il traffico merci (possibile arrivo di navi container direttamente dai Paesi orientali) allargando l’area di influenza ed i servizi offerti e naturalmente creando forte ricaduta occupazionale. Negli altri porti regionali il dragaggio avrà un impatto positivo soprattutto per la pesca e la nautica da diporto.

-Piano di potenziamento della rete ferroviaria Nord-Sud e Est-Ovest (AnconaRoma).

-Rafforzare i collegamenti ferroviari, fondamentali per il trasporto merci e passeggeri. Prioritario e non più rimandabile l’investimento per la linea ferroviaria Orte-Falconara che, attraversando l’Appennino centrale lungo un itinerario che va da est a ovest, permette il collegamento con Roma. È necessario un protocollo d'intesa e un cronoprogramma di lavori, con l’Umbria, per il raddoppio della linea.

-Rilancio delle reti ferroviarie locali e minori (Fano-Urbino e altre). Vanno completati una serie di interventi finalizzati a ridurre i tempi di percorrenza: lavori di elettrificazione della Civitanova-Albacina; passante ferroviario di Falconara; cofinanziare assieme ad RFI l'eliminazione dei passaggi a livello a raso delle nostre linee secondarie, in particolare pensando alla nuova normativa sulla sicurezza.

-Piano di sviluppo del nuovo “Corridoio Adriatico” nella programmazione UE.

-Piano di sviluppo e agevolazione del T.P.L. (Trasporto Pubblico Locale).

-Avviare una pianificazione con le amministrazioni locali per un piano di messa in sicurezza delle strade provinciali.

 

  • PIÙ SICUREZZA ALLE COMUNITÀ E DIFESA DEL TERRITORIO: LE MARCHE PROTETTE E SICURE.

“È necessario difendere e dare sicurezza alle nostre Comunità.

I cittadini, le famiglie e le imprese debbono essere protetti nel proprio territorio,

di fronte a tutte le minacce attuali e potenziali.

Se ci sentiamo protetti ci sentiamo sicuri”. 

-Piano di monitoraggio e contrasto alla criminalità e all’immigrazione irregolare e illegale. L’immigrazione clandestina rappresenta un problema concreto per la sicurezza dei cittadini. Bisogna fare chiarezza e non demagogia: gli immigrati regolari hanno possibilità di accedere a tutti i servizi. Il discorso è diverso per le migliaia di clandestini che sono arrivati nelle Marche in questi anni in modo illegale.

-Revisione delle graduatorie per l’accesso ai servizi pubblici.

-Incentivazione dei Comuni per progetti di sicurezza delle Comunità locali.

-Interventi per la sorveglianza e la sicurezza del territorio.

-Incremento dei controlli nei complessi residenziali (vedi Hotel House e River Village di Porto Recanati) già noti per la presenza di clandestini.

-Intensificare il controllo del territorio attraverso un’adeguata presenza delle forze dell’ordine preposte a garantire la legalità. Serve un presidio costante dei mezzi di trasporto pubblico (treni ed autobus) e dei quartieri urbani più a rischio (vd. Hotel House), utilizzando anche le nuove tecnologie digitali, sostenendo l’installazione di sistemi di videosorveglianza per prevenire e contrastare gli atti di criminalità e vandalismo.

-Riconoscere la funzione sociale, culturale ed educativa delle associazioni delle forze dell'ordine operanti nelle Marche e contribuire al sostegno delle iniziative da queste attivate.

-Contrastare l’abusivismo che danneggia il nostro artigianato ed il commercio.

-Promuovere la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, attuando politiche di contrasto nette e ferme contro l’utilizzo di sostanze stupefacenti e contro l’abuso di alcol, specialmente per i giovani.

-Promuovere nelle scuole l’educazione stradale e alla legalità, con il coinvolgimento dell’Ufficio Scolastico Regionale.

-Coordinare e raccordare le Polizie Locali attraverso l'organizzazione delle funzioni, la formazione ed il cofinanziamento di progetti di sicurezza urbana. Potenziamento delle Polizie locali nell'ottica dell'implementazione dei servizi preventivi di pubblica sicurezza e polizia giudiziaria.

-La bellezza della nostra Regione si coniuga con una sua naturale fragilità. La difesa del territorio dalle frane e dalle alluvioni rappresenta un investimento primario ed occorre intervenire subito delineando un piano di interventi che tenda a prevenire i rischi e a tutelare la sicurezza del territorio.

-Va preservata la qualità delle acque sia dei fiumi, sia quelle del mare che deve continuare a tendere a livelli di eccellenza come testimoniato dall'attribuzione delle numerose bandiere blu lungo tutta la costa adriatica regionale.

-Sviluppo e piena attuazione al Piano di Gestione integrata delle zone costiere (Piano GIZC) e rafforzare l’impegno economico sia per la realizzazione di scogliere emerse, radenti, soffolte, sia per i ripascimenti, al fine di tutelare la costa dall’erosione che non solo crea pericoli per i centri abitati, ma costituisce anche un danno al sistema economico turistico regionale.

-Occorre un piano straordinario di interventi per contrastare il dissesto idrogeologico in tutte le criticità del territorio regionale, ad esempio per la messa in sicurezza del bacino del Misa, della bassa valle del Tronto e dell'Esino e del Colle San Bartolo.

-Rafforzamento della Protezione Civile Regionale e di tutto il sistema di sicurezza e di volontariato per affrontare al meglio ogni calamità naturale e rischio. La Protezione Civile ha un compito fondamentale e strategico. Serve promuovere iniziative per la formazione dei volontari di protezione civile, dedicando

un’attenzione particolare al tema delle procedure di allertamento; sostenere iniziative

di avvicinamento dei giovani al mondo della Protezione Civile; garantire ai Comuni assistenza tecnica della Regione per il costante aggiornamento dei Piani di Emergenza comunali di Protezione Civile. Procedure più celeri e snelle durante le situazioni di emergenza. Necessita una sinergia con il Dipartimento Nazionale di

Protezione Civile. 

 

Ancona, 19 agosto 2020

 

I PARTITI ED I MOVIMENTI DELLA COALIZIONE DI CENTRODESTRA DELLE MARCHE:

 

LEGA MARCHE

FRATELLI D’ITALIA

FORZA ITALIA

UDC

MOVIMENTO PER LE MARCHE

PRI

CIVICI

NOI CON L’ITALIA

 


programma_di_coalizione_centrodestra.pdf